Società estinta e accertamenti fiscali: la Cassazione sui limiti al ricorso del socio

La cancellazione di una società dal Registro delle Imprese non chiude automaticamente tutte le questioni fiscali.
Per alcune attività, come accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi, la società continua infatti a “esistere” ai fini fiscali per cinque anni dalla cancellazione, ai sensi dell’art. 28, comma 4, del d.lgs. 175/2014.

Su questo tema interviene la Cassazione (ordinanza n. 1455/2026), chiarendo un punto importante: il socio non può impugnare un avviso di accertamento intestato alla società, anche se l’atto gli viene notificato come successore.

Perché?
La notifica al socio non cambia la natura dell’atto: se l’avviso resta intestato alla società, la pretesa fiscale continua a essere rivolta all’ente e non al socio.

Chi può impugnare l’accertamento?
Nei cinque anni successivi alla cancellazione, la legittimazione a proporre ricorso spetta all’ex liquidatore, che continua a rappresentare la società per queste vicende fiscali.

La decisione ribadisce quindi un principio importante: chi riceve materialmente la notifica di un atto non è sempre il soggetto legittimato a contestarlo, se la pretesa tributaria non è rivolta direttamente nei suoi confronti.