Antiriciclaggio: il commercialista deve comunicare operazioni sospette

Con una recente sentenza (n.2129/2024), la Corte di Cassazione ha ribadito l’importanza dell’obbligo per i commercialisti di segnalare operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF).


Nel caso di specie, un commercialista è stato coinvolto in una controversia legale per non aver segnalato ingenti prelievi di contante da parte di una società assistita, per un totale di circa 12 milioni di euro in due anni, ricevendo dal MEF una “multa” che in appello era stata annullata.


Il Ministero dell’Economia ha quindi impugnato la sentenza di assoluzione del professionista, sostenendo la presenza di indizi di irregolarità che richiedevano una segnalazione obbligatoria.


La II Sezione civile della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, evidenziando l’obbligo del commercialista di segnalare operazioni sospette, nonostante la regolare fatturazione a valle delle operazioni.


Questa decisione sottolinea l’importanza per i professionisti del settore di essere formati sulla disciplina antiriciclaggio e quindi consapevoli della dei propri obblighi legali nella prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Tali conoscenze generano un beneficio anche per le aziende clienti che possono così evitare rischi inconsapevoli nelle proprie azioni.